Un nuovo trial sull’accelerazione del movimento ortodontico con la piezosurgery. Non si ottiene sempre quel che si vorrebbe…

Un nuovo trial sull’accelerazione del movimento ortodontico con la piezosurgery. Non si ottiene sempre quel che si vorrebbe…

 Esistono diverse nuove tecniche che possono essere utilizzate per tentare di muovere i denti più velocemente. Questo nuovo trial analizza la tecnica, piuttosto invasiva, basata sulla chirurgia piezoelettrica.

L’incisione piezoelettrica è una tecnica “minimamente” invasiva volta ad accelerare i movimenti dentari. Per praticarla, si causa un trauma all’osso alveolare nel corso del trattamento ortodontico. Due gruppi, uno turco ed uno americano, del Massachusetts, hanno condotto lo studio pubblicato dall’EJO.

Efficiency of piezosurgery technique in miniscrew supported en-masse retraction: a single-centre, randomized controlled trial

Nilüfer İrem Tunçer et al

European Journal of Orthodontics, 2017, 586–594

doi:10.1093/ejo/cjx015

Gli autori volevano studiare l’effetto della chirurgia piezo sulla velocità di riduzione dell’OVJ usando meccaniche di retrazione en-masse con e senza chirurgia piezo. Inoltre, hanno valutato anche l’effetto dell’intervento su vari marcatori biologici. Mi concentrerò esclusivamente sul tasso di movimento dentario poichè penso che sia il risultato più importante da un punto di vista clinico.

Cosa hanno fatto?

Hanno realizzato un trial clinico randomizzato, in un unico centro, con assegnazione 1:1.

Il PICO (PICR) fu:

Partecipanti: Pazienti ortodontici a partire dai 14 anni di età, che richiedevano un trattamento ortodontico ad entrambe le arcate, con l’estrazione di quattro premolari.

Intervento: Chirurgia piezoelettrica

Confronto: Trattamento ortodontico tradizionale, senza chirurgia piezo.

Risultato: Velocità della chiusura dello spazio estrattivo dei premolari ottenuto con retrazione in massa. Gli autori hanno misurato tale parametro 15, 30, 60, 90 e 120 giorni dopo la piezochirurgia, direttamente nella bocca del paziente, usando un calibro digitale. Questa misurazione non era occultata.

Hanno anche analizzato le teleradiografie scattate immediatamente prima della chirurgia piezo, 28 giorni dopo ed alla fine della chiusura dello spazio.

La randomizzazione è stata effettuata mediante buste sigillate. I pazienti sceglievano le buste dopo aver acconsentito a partecipare allo studio. I dati cefalometrici erano occultati, ma le misurazioni intraorali della chiusura dello spazio no.

Qualche lettore potrebbe non conoscere bene la chirurgia piezo.

Breve descrizione:

1          Anestesia locale

2          Varie incisioni della mucosa vestibolare

3          Successivi tagli ossei profondi 3mm nell’osso alveolare tra tutti i denti anteriori

4          Suture dei tagli

5          Consigli sul controllo del dolore, applicazione di ghiaccio per 24 ore.

Ad essere onesto non mi sento proprio sicuro che tutto ciò possa essere definito minimamente invasivo.

Cosa hanno trovato?

Dopo aver misurato la velocità della chiusura dello spazio ed aver analizzato molte variabili cefalometriche, gli autori non hanno riscontrato differenze tra i gruppi. Non hanno trovato alcuna evidenza che le incisioni piezo avessero influenzato la velocità del movimento dentario.

Cosa ne penso?

Penso che questo trial rappresenti uno studio interessante. Purtroppo c’è stato un problema importante con l’occultamento nella raccolta dei dati. Non è chiaro se la persona che ha misurato gli spazi dei premolari era consapevole o meno del tipo di trattamento.Se colui il quale ha misurato gli spazi era a conoscenza del tipo di trattamento, questo studio è ad alto rischio bias. Ho scritto una mail all’autore a tal riguardo, ed ha confermato che era così. Ad ogni modo, ha anche sottolineato che se avessero rilevato delle impronte ad ogni misurazione effettuata, queste avrebbero appesantito il fardello dei pazienti.

Ho riflettuto attentamente su tale aspetto e quando ho analizzato la riduzione dell’ovj ed il movimento molare dai cefalogrammi, non è emersa alcuna differenza. Di conseguenza, ho la sensazione che possiamo concludere che non vi sono differenze cefalometriche negli effetti dei diversi interventi. E’ emersa assenza di evidenza degli effetti della chirurgia piezo.

Riassumendo, ritengo che vi siano problemi metodologici nello studio. Ad ogni modo, la chirurgia piezo non sembra così divertente per i nostri pazienti. Di conseguenza, spererei di poter vedere effetti chiari, clinicamente significativi, a sostegno di tale intervento. Non è così per questo studio.

Ho revisionato anche altri studi sui tagli piezo e tutti hanno dimostrato effetti minimi o nulli. Di conseguenza, personalmente non ci penserei neanche ad effettuare un tale approccio. Qualcuno lo farebbe?

Che sta accadendo ad Invisalign?

Questo post riguarda la recente apertura di un negozio Invisalign e la loro recente campagna pubblicitaria.

L’introduzione degli allineatori da parte di Invisalign rappresenta uno degli sviluppi più importanti in ortodonzia. Ne consegue che Invisalign è la maggiore azienda ortodontica che lavora con ortodontisti e dentisti nel campo degli allineatori. Recentemente, Invisalign ha acquistato una ampia quota azionaria di Smile Direct Club (SDC). Smile Direct Club fornisce gli allineatori direttamente ai pazienti, senza visita odontoiatrica. Ne ho già parlato precedentemente in un post.

Adesso sembra che Invisalign stia valutando la possibilità di aprire un negozio Invisalign, secondo un modello simile, in California. Il modello secondo il quale vengono fornite le cure è il seguente:

  • La persona interessato al trattamento ortodontico entra nel negozio.
  • Il personale, che può anche non avere alcuna qualifica dentale, discute il trattamento ed esegue la scansione dei denti.
  • Il tecnico, quindi, esegue il ClinCheck che viene discusso con il paziente.
  • Successivamente il paziente sceglie un ortodontista/dentista locale per il monitoraggio del trattamento.
  • Invisalign invia i dati al dentista/ortodontista prescelto, che sceglie se accettare il paziente o fare cambiamenti al piano di trattamento.
  • Il paziente va quindi dal dentista/ortodontista per ricevere gli aligners e proseguire il trattamento
  • Invisalign ha anche iniziato una campagna pubblicitaria, secondo la quale le apparecchiature fisse rappresenterebbero ormai una tecnologia obsoleta. Ecco un’immagine.

E’ interessante notare che non ho visto un trial di alta qualità che dimostri che il trattamento con Invisalign è efficace come quello con un’apparecchiatura fissa. Anche il loro uso della pinza per estrazioni è piuttosto strano. Invitano al trattamento estrattivo o è un tentativo di rinforzare l’affermazione “obsoleto”?

Dopo la pubblicità, sia l’AAO che la CAO ha scritto ad Invisalign, i quali hanno risposto con una lettera di scuse. Comunque, nella lettera il CEO di Invisalign ha risposto:

“Sappiamo che sia i dottori che i pazienti hanno diverse scelte di trattamento. Siccome crediamo che gli allineatori rappresentino la scelta migliore e più moderna per addrizzare i denti, vogliamo diffondere il messaggio nel migliore dei modi per il nostro marchio”.

Sembra che Invisalign stia pubblicizzando il loro prodotto ai pazienti, suggerendo l’idea che sia più moderno delle apparecchiature fisse.

A questo punto c’è un problema?

Semplicemente esporrò la mia interpretazione circa lo sviluppo del negozio, in relazione alla regolamentazione dell’esercizio odontoiatrico in Inghilterra. Penso vi siano diversi problemi. In particolare in relazione al fatto che sia o no il dentista ad eseguire la visita del paziente nel negozio Invisalign.

Per chiarire il punto, ho spedito una mail ad Invisalign, senza ottenere risposta. Ad ogni modo, sembra che nel negozio non lavorino dentisti.

Valutazione della salute orale

Il primo passo di qualsiasi trattamento dentistico riguarda la valutazione dello stato della salute orale del paziente. Ciò può essere eseguito da un dentista professionista, laureato e regolarmente iscritto all’Albo, che lavori nell’ambito del proprio studio professionale. Nel negozio Invisalign, non capisco come questa condizione fondamentale possa essere soddisfatta, dal momento che i pazienti non possono essere visitati da un dentista. Questo è un problema fondamentale per la cura del paziente.

Consenso

Il consenso deve essere ottenuto prima che inizi il trattamento. L’unico professionista che può ottenere il consenso informato per un trattamento ortodontico è il dentista. Di conseguenza, il paziente non può firmare alcun consenso nel negozio. E’ importante sapere che se gli allineatori vengono realizzati prima che il paziente si rechi dal dentista/ortodontista che eseguirà i controlli,

il consenso potrà essere solo retrospettivo. Ciò comporta importanti rischi. Ad ogni modo se il dentista che eseguirà i controlli visita il paziente prima di ordinare le mascherine, il corretto consenso informato potrà essere ottenuto.

L’esercizio abusivo dell’odontoiatria.

A riguardo non sono sicuro al 100%. E’ fondamentale considerare che siccome gli scanner sono usati per la produzione degli allineatori, la scansione è da considerare un’attività odontoiatrica. Nel Regno Unito, solo i Dentisti ed i Professionisti della Salute Orale possono esercitare legalmente l’odontoiatria, fin tanto che lavorano nell’ambito di uno studio professionale. Di conseguenza, se tale modalità di trattamento fosse esportata in Inghilterra, risulterebbe che il tecnico del negozio starebbe esercitando illegalmente l’odontoiatria e potrebbe essere legalmente perseguibile.

Chi si assume la responsabilità del trattamento?

Questo è chiaro. E’ il dentista che esegue i controlli. Il personale del negozio che inizialmente decide il piano di trattamento non è responsabile. Di conseguenza, se intervengono problemi importanti durante il trattamento, il dentista che effettua i controlli sarebbe sottoposto ad indagine.

Non sono sicuro delle regole americane, penso cambino di Stato in Stato.

Cosa penso?

Secondo la mia conoscenza ed interpretazione delle regole odontoiatriche britanniche, non sono sicuro che questo tipo di trattamenti possano essere effettuati in Inghilterra. Ad esempio, un po’ di tempo fa un dentista in Inghilterra ha provato a fornire trattamenti con allineatori nei quali i pazienti non vedevano il dentista. La British Orthodontic Society lo ha denunciato al General Dental Council ed il dentista fu allontanato da tale studio professionale fino a completamento dell’indagine disciplinare.

Il Direttore del GDC per l’Abilitazione all’Esercizio della Professione, Jonathan Green ha detto:

“ La visita faccia a faccia è un aspetto essenziale della cura sicura del paziente”

“Dove il modello affaristico potenzialmente compromette la cura del paziente, o risulti incompatibile con i nostri Standard Odontoiatrici, noi agiremo”.

Sarebbe interessante ascoltare i punti di vista delle Società Specialistiche o dei legislatori su questi ultimi sviluppi. Siamo solo agli inizi e c’è ancora molto silenzio (nonostante l’AAO e la CAO abbiano scritto lettere all’Align circa la pubblicità, ma non circa i negozi). AAO…ci sei o non vuoi sentire?

 

L’Espansore Rapido Palatale (ERP) ancorato all’osso aumenta la respirazione nasale: un buon trial randomizzato

E’ giunto il momento che pubblichi un trial. Questo studio ha valutato gli effetti dell’apparecchiatura ERP ancorato all’osso. Penso sia un ottimo lavoro.

L’apparecchiatura ERP originale è ancorata ad i denti, ed attraverso questi la forza viene trasmessa al mascellare. Un recente sviluppo ha visto utilizzare miniviti per ancorare tali apparecchiature al palato. La forza viene così applicata direttamente alle ossa mascellari. In teoria tale approccio riduce gli effetti di proclinazione dento alveolari. Ciò significa che tali apparecchiature innovative possono avere un effetto scheletrico maggiore ed ottenere un ampliamento più significativo delle prime vie aeree rispetto agli espansori ancorati ai denti.

l gruppo degli autori è svedese, di Orebro, e tedesco, di Homburg. Il lavoro è stato pubblicato dall’EJO.

Effects on nasal airflow and resistance using two different RME appliances: a randomized controlled trial

Farhan Bazargani , Anders Magnuson and Björn Ludwig European Journal of Orthodontics, 2017, 1–4 doi:10.1093/ejo/cjx081

Purtroppo lo studio è disponibile a pagamento, gratuito ai soli soci EOS. Mi domando se sarebbe possibile renderlo aperto a tutti.

Cosa hanno chiesto?

Gli autori hanno realizzato uno studio semplice con una domanda molto diretta;

“La scelta dell’uso di un ERP ad ancoraggio dentario (TB) piuttosto che misto scheletrico-dentario (TBB), può influenzare il transito di area nasale, nonché la resistenza nasale, in pazienti in crescita con mascellare stretto?”

Cosa hanno fatto?

Hanno realizzato un trial randomizzato controllato. Il PICO (PICR) era:

Partecipanti: 40 bambini con età compresa tra 8 e 13 anni, cross bite mono o bilaterale e mascellare stretto.

Intervento: Apparecchiatura ERP ancorata ai denti (TB)

Confronto: Apparecchiatura ERP mista ancorata ai denti ed all’osso (TBB)

Risultato: Misurazione rinomanometrica delle vie aeree nasali e della resistenza nasale prima e dopo l’espansione. Sono stati misurati anche i movimenti dentari.

 

Sono proprio contento che gli autori non si siano impantanati nella varie misurazioni cefalometriche e del volume delle vie aeree, con diversi tipi di test, nella spasmodica ricerca di un significato. Al contrario, hanno semplicemente misurato gli effetti del trattamento sul flusso aereo nasale etc. Questo è un’ottima misurazione perché si focalizza su ciò che realmente conta per il paziente.

Penso che sia la randomizzazione, sia l’occultamento dell’assegnazione sia stata buona. Hanno registrato “ciechi” tutti i dati, compreso il flusso d’aria.

Cosa hanno scoperto?

Hanno completato il trial e recrutato 40 partecipanti. Purtroppo 4 dei TB e 6 dei TBB non hanno completato lo studio. Di conseguenza, siccome il numero dei pz persi non è stato uguale, ci può essere un certo bias nello studio. Gli autori hanno gestito tale aspetto, in qualche modo, attribuendo dei valori ai pz persi al controllo.

Le loro scoperte sono state interessanti e clinicamente rilevanti. In breve, hanno valutato come all’inizio del trattamento non vi fossero differenze tra i due gruppi. Dopo l’espansione, è stato riscontrato un maggiore flusso nasale di aria nel gruppo TBB con differenza media di 51.0 cm 3 /s (95% CI 9.6-92.5). In maniera simile, si è avuta una maggiore riduzione della resistenza nasale al flusso di aria nel gruppo TBB, con differenza media di -0.21 Pa s/sm 3 .

Riassumendo, non sono state osservate differenze nei movimenti dentari. Comunque, l’ERP TBB ha dato effetti significativi nell’aumento del flusso di aria nasale e nella riduzione delle resistenze nasali.

Gli autori hanno sottolineato che la quantità di riduzione della resistenza nasale è risultata equivalente agli effetti degli spray decongestionanti, quindi clinicamente significativa.

Infine, nella discussione, affermano che la loro sensazione è che i TBB sono risultati più efficienti per il fatto che la forza viene trasmessa direttamente alle ossa, e non è mediata dai denti.

Cosa ne penso?

Penso che lo studio sia interessante e rilevante da un punto di vista clinico. Gli autori lo hanno condotto bene e descritto in maniera molto chiara. Inoltre, hanno gestito in maniera accettabile anche il problema dei “drop out”. E’ stato molto positivo anche il fatto che hanno ottenuto risultati significativi clinici e statistici.

Questo studio aggiunge qualcosa ai dati dell’efficienza degli ERP sulle vie aeree superiori. Sembra che l’uso dell’ERP scheletrico sia clinicamente efficiente.

Comunque, prima che i dottori del flusso aereo ortodontico e gli ortodontisti miofunzionalisti si eccitino troppo. Dobbiamo ricordare che l’apparecchio studiato è un ERP ad ancoraggio scheletrico. Non sappiamo ancora nulla riguardo apparecchi rimovibili, semi rimovibili o altri mezzi magici.

E’ meglio un retainer incollato o una mascherina trasparente rimovibile? Abbiamo un nuovo trial clinico.

La contenzione è uno dei tanti argomenti controversi in ortodonzia. Questo nuovo studio ci fornisce informazioni utili.

Ho spesso pubblicato post sulla contenzione. Ho concluso che vi sono vantaggi e svantaggi in ogni metodica. Comunque, in genere, il tipo di retainer che utilizziamo deriva da una scelta, nostra o dei nostri pazienti. Ciò nonostante non ci sono molte informazioni a supporto della scelta. Ritengo che questo studio possa fornirci informazioni utili da un punto di vista clinico. Il trial è stato condotto da un gruppo del nord dell’Inghilterra.

Solo per caso, sembra che il nord dell’Inghilterra sia una fucina di trial clinici in ortodonzia. Probabilmente è grazie al meteo.

 

Lo studio è stato pubblicato dall’EJO.

Bonded versus vacuum-formed retainers: a randomized controlled trial. Part 1: stability, retainer survival, and patient satisfaction outcomes after 12 months

Parte I condotta dall’autore K Forde. doi:10.1093/ejo/cjx058

Parte II condotta da Madeleine Storey doi:10.1093/ejo/cjx059

Come al solito, entrambi questi utilissimi lavori dello EJO sono a pagamento. Gli autori hanno pubblicato lo studio in due parti. Ho deciso di riassumerli in un unico breve post..

Gli autori hanno provato a dare risposta alla seguente domanda:

“Esistono differenze, ad entrambe le arcate, nell’efficacia, nel giudizio del paziente e nel rispetto parodontale tra le mascherine di contenzione trasparenti (realizzate sotto vuoto -VFR-) ed i retainer incollati (BRs)?”

Cosa hanno fatto?

Hanno realizzato un RCT a due gruppi paralleli con una distribuzione 1:1.

Il PICO (PICR) era:

Partecipanti:    Pazienti che stavano completando la terapia con apparecchiatura fissa

Intervento:       VFRs utilizzati solo di notte, ad entrambe le arcate

Paragone:       BRs ad entrambe le arcate

Risultati:          Permanenza del retainer, soddisfazione del paziente misurata mediante   questionario, recidiva misurata mediante l’Indice di irregolarità di Little e la salute parodontale.

Hanno realizzato una buona generazione della sequenza, ed un buon occultamento e collocamento attraverso buste sigillate. Non fu possibile mantenere ignaro il paziente o l’operatore. Importante, non fu possibile celare il paziente a cui fu registrata la recidiva dai modelli di gesso.

Hanno registrato i dati all’inizio del trattamento ed in diverso momenti. Discuterò solo dei dati iniziali e dopo 12 mesi.

Ritengo sia stata un’ottima cosa che gli autori abbiano realizzato un’analisi “Intention to Treat”. Ciò significa che hanno raccolto ed analizzato i dati anche dei partecipanti che hanno perso al controllo o che non erano riusciti ad usare i retainers. E’ stata realizzata un’analisi statistica rilevante.

Cosa trovarono?

Furono arruolati 60 partecipanti, 30 trattati con i Brs e 30 con i VFRs. I gruppi erano simili in partenza.

Analizzando la stabilità, ci hanno fornito una notevole quantità di dati. Mi sono concentrato sui più importanti. In tabella vi sono la quantità di recidiva misurata con l’indice di Little. I dati non avevano una distribuzione normale, quindi li hanno presentati come intervallo di mediana ed interquartile.

BRVFRP
Maxilla1.1 (1.56)0.76 (1.55)0.61
Mandible0.77 (1.46)1.69 (2.0)0.008

L’indice di sopravvivenza dei retainers superiori non risultò differente. Il 63% dei BRs ed il 73% dei VFRs arrivarono a dodici mesi. Tale differenza non risulto’ significativa né statisticamente né clinicamente. All’arcata inferiore, arrivarono al dodicesimo mese il 50% dei BRs e l’80% dei VFRs. Tale differenza risultò significativa sia clinicamente che statisticamente.

I dati circa la soddisfazione dimostrano che più pazienti hanno riportato difficoltà alla masticazione ed alla fonazione con i VFRs e maggiore scomodità con i BRs.

Infine, hanno dimostrato che la presenza dei BRs aumentava l’accumulo di placca, di infiammazione gengivale e di tartaro se paragonata ai VFRs. Comunque, a dodici mesi, i dati suggeriscono che non vi erano state implicazioni sulla salute parodontale.

La loro considerazione finale fu che paragonando i BRs con i VFRs:

  • Non furono riscontrate differenze circa la salute parodontale.
  • Nessuna differenza nella recidiva all’arcata mascellare
  • All’arcata mandibolare i BRs sono più efficienti rispetto ai VFRs nella prevenzione delle recidive
  • Non vi sono differenze nell’indice di sopravvivenza dei retainers all’arcata superiore. All’arcata inferiore, i BRs mostrarono un tasso di fallimento più alto.
  • Il paziente pulisce meglio con il VFR che con il BR.
  • I BRs danno minori difficoltà per quanto riguarda la masticazione e la fonazione.
Cosa ne penso?

Penso che lo studio sia stato ben condotto. Hanno usato un buon metodo e le scoperte sono interessanti. Ad ogni modo, dobbiamo essere cauti nell’interpretazione perché la dimensione del campione è stata basata sui cambiamenti dell’allineamento dell’arcata. Di conseguenza, potrebbe non essere abbastanza potente per la ricerca di altri parametri. Ciò risulta particolarmente importante quando non si evince differenza tra gli interventi.

Gli autori potrebbero essere criticati poiché non hanno misurato la collaborazione con i VFRs. Ritengo che ciò non sia determinante poiché l’intervento era la prescrizione del retainer. Se i partecipanti non hanno usato il retainer, questo riflette la situazione della vita reale.

Lo studio ci ha fornito molte informazioni utili. La mia sensazione è che i BR hanno degli svantaggi, per esempio il più alto tasso di fallimento e l’accumulo di placca e tartaro. Ad ogni modo, anche i VFRs hanno problemi, ad esempio i pazienti hanno riportati fastidi alla masticazione ed alla fonazione. Ciò nonostante, siccome fu richiesto l’utilizzo notturno, mi chiedo se queste siano state reali difficoltà. Non sono neanche sicuro se la differenza nell’entità delle recidive risultò rilevante da un punto di vista clinico.

Il mio retainer preferito è il VFR notturno, e questo studio rafforza la mia opinione. Ma ognuno può interpretare i dati per realizzare il proprio protocollo.

 

Invisalign è più comodo delle apparecchiature fisse: un trial randomizzato

Invisalign è diventato una metodica ortodontica accettata. Ciò nonostante, sono stati effettuati pochi trial sulla sua efficacia. Questo nuovo studio indaga se vi è meno discomfort con Invisalign piuttosto che con le apparecchiature fisse.

Lo studio è stato pubblicato dall’Angle Orthodontist. E’ di un gruppo Texano.

Discomfort associated with Invisalign and traditional brackets: A randomized, prospective trial

David White et al

Angle Orthodontist: On line DOI: 10.2319/091416-687.1

Lo studio è stato effettuato per rispondere principalmente a questa domanda:

“C’è differenza nel discomfort riportato dai pazienti prodotto da Invisalign o da un’apparecchiatura fissa?”

Hanno inoltre valutato l’uso di analgesici e l’insorgenza di disturbi del sonno

Cosa hanno fatto?

Hanno recrutato un campione di pazienti già presente in uno studio preesistente. Secondo il loro calcolo della dimensione del campione, avevano bisogno di 16 pazienti per gruppo. Furono screenati 240 pazienti, ottenendo un campione finale di 41. Il PICO (PICR):

Partecipanti:   Pazienti adulti in I classe molare e canina con affollamento di meno di 1mm e trattati senza estrazioni.

Intervento:     Invisalign

Controllo:       Apparecchiature fisse

Risultato:       Discomfort registrato dai diari del dolore

Hanno registrato i dati per 7 giorni dopo l’inserimento delle apparecchiature ed hanno ripetuto tale procedura per 4 giorni dopo gli appuntamenti ad 1 e 2 mesi.

Non hanno fornito alcuna informazione circa la randomizzazione, la generazione della sequenza e l’occultamento dei dati. Come già spiegato questo è un problema molto importante. Ciò significa che tale studio è ad alto rischio bias, anche se non ne conosciamo la direzione.

Cosa hanno trovato?

18 pazienti (6 maschi e 12 femmine) sono stati inseriti nel gruppo dell’apparecchiatura fissa e 23 (11 maschi e 12 femmine) nel gruppo Invisalign. Di conseguenza i gruppi risultavano sbilanciati (dovrò discuterne più tardi).

Hanno generato un grande numero di dati interessanti. Ho inserito i più significativi in questa tabella.

 Day 1Day 2Day 3Day 4
Invisalign13.5913.0810.611.31
Fixed appliances26.7928.932.826.85
P0.130.070.030.02

Hanno trovato che lo schema del dolore era simile nei tre momenti in cui veniva registrato.

La loro conclusione fu:

“i pazienti del gruppo ortodonzia fissa riportarono più dolore di quelli nel gruppo Invisalign”.

Non emersero reali differenze nell’assunzione di analgesici o nei disturbi del sonno, tra i gruppi.

Gli autori hanno dato varie spiegazioni, plausibili, per tale risultato. Il più logico è che la differenza nella sensazione del dolore poteva essere spiegata considerando il fatto che gli allineatori avevano prodotto una forza intermittente e potevano essere rimossi. Al contrario le apparecchiature fisse producevano una forza continua e non potevano essere rimosse.

Inoltre, giustamente direi, hanno sottolineato che lo studio era stato supportato da Align.

Cosa ne penso?

La mia prima sensazione è stata che questo studio ci aveva fornito utili informazioni. Ma dopo averlo letto con attenzione, non ne sono più troppo sicuro. Nello studio sono presenti vari problemi metodologici molto importanti:

Gli autori non hanno fornito alcuna informazione sul metodo impiegato per occultare l’assegnamento dei trattamenti. Ciò è importante perché gli investigatori non dovrebbero poter intuire o condizionare l’assegnazione del trattamento.

Gli autori non sono stati chiari su come avevano oscurato i dati. Il fatto che gli esaminatori siano all’oscuro garantisce che i dati non possono essere interpretati o influenzati, anche solo a livello inconscio.

Il problema più importante era che i gruppi non erano di egual misura. Non capisco come possa essere successo, dopo un’attribuzione casuale. Inoltre, vi erano più uomini nel gruppo Invisalign che in quello dell’apparecchiatura fissa. Questi problemi indicano che la randomizzazione non era stata efficace.

Posso solo concludere che tale studio è ad alto rischio bias.

Fa differenza?

Dobbiamo considerare se tali problemi influenzano la nostra interpretazione dei dati. Ho la sensazione che questo studio abbia seri problemi. Comunque i dati sono interessanti.

In effetti non è da me anteporre la mia opinione al valore di uo studio. Tocca a voi, in quanto lettori del lavoro/post, decidere se le scoperte sono significative…

Forse gli autori o l’editore dell’Angle Orthodontist possono commentare?